​​​​​​​​​​​Bollo autoIl bollo è un’imposta legata al possesso di un veicolo e spetta alla persona che risulta proprietaria del veicolo nel Pubblico Registro Rutomobilistico (PRA) l’ultimo giorno stabilito per il pagamento.

Il bollo va dunque pagato anche se non si usa il veicolo.

Il pagamento del bollo auto segue regole diverse, a seconda che si tratti di primo pagamento o di rinnovo. In caso di rinnovo, essendo interessati alcune decine di milioni di contribuenti, il sistema dei pagamenti è scaglionato in diverse date fisse nel corso dell’anno, in modo da evitare code e affollamenti.

Il rinnovo di pagamento va effettuato entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di scadenza del bollo precedente. Ad esempio, il bollo scaduto a luglio va rinnovato entro agosto, quello scaduto ad agosto va rinnovato entro settembre. Quando l’ultimo giorno del mese cade di sabato o di giorno festivo, il termine è prorogato al primo giorno lavorativo successivo.

Per i motocicli, la scadenza naturale per il rinnovo del bollo può solo essere nei mesi di febbraio o di agosto di ogni anno.

L’importo del bollo varia in base ad un parametro, che dipende dalla tipologia del veicolo. L’importo da pagare per le vetture non è direttamente proporzionale alla potenza, perché l’attuale sistema di calcolo premia le vetture meno inquinanti (euro 4 e euro 5), e sanziona quelle con potenza superiore alla media.

  • Per gli autocarri, l’unità di riferimento è la portata, espressa in quintali;
  • per i ciclomotori e le minicar, viene adottato un sistema di tassa fissa;
  • mentre per le vetture e i motocicli, la tassazione è basata sulla potenza massima del motore, espressa in kW (kilowatt). Tale dato si trova scritto sulla carta di circolazione del veicolo stesso. Nei veicoli più vecchi, potrebbero non essere indicati i kW; in tal caso, il calcolo va effettuato in base al numero dei CV (cavalli vapore).

L’importo da versare viene arrotondato al centesimo di euro, ovvero eliminando dal numero, dopo il calcolo, l’eventuale terzo decimale. L’arrotondamento è per difetto, se la terza cifra dopo la virgola è da 0 a 4, per eccesso se tale cifra è pari a 5 o superiore.

Sul sito dell’Agenzia delle Entrate è disponibile un servizio di calcolo dell’importo, in base al numero di targa.